«Sta scherzando Mr. Feynman!» Vita e avventure di uno scienziato curioso

«Sta scherzando Mr. Feynman!» Vita e avventure di uno scienziato curioso

Richard P. Feynman

Language: Italian

Pages: 233

ISBN: 8808066274

Format: PDF / Kindle (mobi) / ePub

«Sta scherzando Mr. Feynman!» Vita e avventure di uno scienziato curioso

Richard P. Feynman

Language: Italian

Pages: 233

ISBN: 8808066274

Format: PDF / Kindle (mobi) / ePub


Richard P. Feynman, premio Nobel per la fisica nel 1965, è stato uno dei maggiori fisici teorici del XX secolo. La sua vita, lungi dal rimanere confinata entro i limiti dell'impegno strettamente scientifico, ci si presenta in questo libro come un'esplosiva miscela di eventi incredibili resi possibili da quell'impasto del tutto unico di acuta intelligenza, curiosità irrefrenabile, costante scetticismo e radicato umorismo che è stato l'uomo Feynman. È davvero straordinario poter ritrovare nella stessa persona un tal numero di esperienze diverse e talora contraddittorie. Egli ha, di volta in volta, scassinato le più sicure casseforti di Los Alamos, dove si custodivano i segreti della bomba atomica, suonato la frigideira in una scuola di samba brasiliana, illustrato la fisica a "menti mostruose" come Einstein, von Neumann e Pauli, e lavorato come suonatore di bongos con una coreografa di successo, per tacere poi della sua attività di pittore, o di biologo, o di frequentatore di case da gioco. Per dare un'idea dell'unicità del personaggio, basta pensare che il futuro premio Nobel venne scartato dall'esercito americano perché "psichicamente deficiente". Per anni le conversazione di Richard "Dick" Feynman con l'amico musicista Ralph Leighton sono state registrate e poi trascritte senza alterarne il tono confidenziale: un tributo a un grandissimo scienziato ma prima di tutto a un uomo per il quale la vita è davvero stata un instancabile susseguirsi di ricerca e scoperta.

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gesuita si riferiva sempre alla �frammentazione del sapere»; quanto a me, proponevo, da scienziato, di delimitare il campo secondo le tecniche sperimentate da Galileo, e così via. �A mio parere», conclusi, �non c'è stato nessun dialogo, ma solo caos». Tutti naturalmente mi si avventarono contro. �Non crede che dal caos possa nascere l'ordine?» �Beh, come principio generale…». Non sapevo come districarmi, da una domanda simile. Sì, no, ma poi in definitiva cosa c'entra? C'erano un branco di

per poi comprare quelli che ci si poteva permettere. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso, e per cui mi sono poi dimesso, è dell'anno successivo, quando dovemmo esaminare i libri di scienza. M'illudevo che la situazione fosse mutata, e cominciai a leggerne qualcuno. Non era cambiato nulla: le pagine iniziali erano promettenti, e si approdava a risultati mostruosi. Uno dei testi iniziava con quattro foto: un giocattolo a molla, un'automobile, un ragazzo in bicicletta, e un'altra che non

succede. I vostri pensieri si fermano all'improvviso, ci chiederebbero, o rallentano poco a poco? Come fa a spegnersi la mente?» Era una questione interessante. Ora dovevo rispondere alla domanda: come si spegne il flusso di coscienza, quando ci si addormenta? Per tutto il mese successivo, lavorai ogni pomeriggio alla dissertazione. Tiravo le tende, spegnevo la luce e dormivo, per osservare cosa accadeva mentre mi addormentavo. Poi alla sera andavo a dormire di nuovo, quindi disponevo di due

combinazioni aritmetiche, basta saper spingere su e giù le palline. Non c'è da imparare che 9 più 7 è uguale a 16, basta sapere che per addizionare 9 si fa salire una pallina da 10 e se ne fa scendere una da 1. Nell'aritmetica di base andavo più lento, ma conoscevo i numeri. L'idea stessa di approssimazione gli era poi del tutto estranea, anche se non esiste un metodo per calcolare con esattezza una radice cubica. Non riuscii mai a insegnargli il mio metodo per estrarre le radici cubiche, né a

che egli ama davvero la scienza e che le sue critiche sono sincere. Penso pertanto che dobbiamo dargli retta. Quando sono venuto qui, sapevo che il nostro sistema educativo era malato; ora so che è malato di cancro!». E sedette. Gli altri si sentirono liberi di parlare, e la discussione fu vivace, e ricca di suggerimenti. Gli studenti proposero di costituire un comitato per ciclostilare e distribuire in anticipo il testo delle lezioni, e altri comitati ancora. Quello che accadde dopo, però, mi

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